La trousse perfetta è un’utopia

La trousse perfetta

Quando mi sono intrippata con la skincare, sono diventata in men che non si dica un’integralista coreana. Ma a breve giro di posta ho anche fatto un altro step. Nel senso che mi sono detta: Ora che ho una pelle splendida potrei ricominciare a truccarmi, e magari imparare a farlo, visto che non sono mai stata capace.

Così una mattina sono andata in profumeria con un unico e solo obiettivo: tornare a casa con la trousse perfetta.

Mi serve tutto

Arrivo bella bella e completamente struccata, intercetto la mia amica (sì, ho scelto di andare in una profumeria dove lavora un’amica), e le spiego la situazione.

Le dico: Senti, io voglio fare tabula rasa dei prodotti schifosi e sbagliati che ho in bagno da almeno una decina d’anni e che comunque non uso praticamente mai, e ricominciare daccapo. Come vedi, non ho una pelle problematica, e in generale mi piace il trucco leggero, naturale. Mi serve tutto ma, nell’immediato, credo di avere bisogno di un buon fondotinta e di un buon correttore, di una terra, di un blush e di una cipria. Per cominciare.

Così la mia amica comincia a selezionare un po’ di prodotti e a schiaffarmeli in faccia. Io scelgo quelli che mi piacciono di più e che mi sembra mi facciano assomigliare alla me che vorrei essere, da truccata.

Lascio alla cassa un bel po’ di soldini e me ne vado a casa contenta, anche perché mi sono meritata alcuni campioncini niente male: tipo un minikit di cremine Biotherm e un primer ciglia Dior. Capito, Sephora?

Voglio tutto

Poi, in totale autonomia, mi sono procurata mascara, matite, ombretti e rossetti. Ma anche altri fondotinta, correttori, terre, blush e Dio solo sa cosa.

Ero partita con l’idea di crearmi una trousse essenziale e perfetta e mi sono ritrovata con tanta di quella roba che potrei aprirla io, una profumeria.

Perché guarda un tutorial oggi, leggi una recensione domani, confrontati con un’amica dopodomani, è normale che ti viene voglia di provare quel prodotto e poi quell’altro e poi quell’altro ancora. Insomma, finisci per volere tutto. O quasi.

Utopia

La verità è la trousse perfetta è un’utopia.

Certo, a distanza di qualche mese, sui prodotti di base, che poi sono anche i prodotti per la base, ho trovato la pace.

Uso quasi sempre lo stesso fondotinta, uso quasi sempre lo stesso correttore, uso sempre la stessa cipria, uso sempre la stessa terra, uso spessissimo lo stesso blush. Piccola nota, tra le cose che uso sempre, quasi sempre o spessissimo, solo il fondotinta e il correttore fanno parte del bottino di quella razzia in profumeria.

Eppure continuo a pensare che mi serve altro e soprattutto continuo a volere (e quindi a comprare) altro.

Perché oh, quelli dell’industria beauty sanno fare il loro lavoro. Perciò ho messo gli occhi su un botto di prodotti che non mi servono, che ho già o che non userei mai. E mi faccio forza, tengo duro e resisto.

Se vi truccate, sapete di cosa sto parlando. Se non vi truccate ma vi piacerebbe cominciare a farlo, pensateci bene. Rischiate di finire in un buco nero.

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