Il blog è morto. Viva il blog!

L’altro giorno parlavo di cose un po’ nerd con un amico.

E l’algoritmo di qua, e la targetizzazione di là. E le pagine, e i gruppi, e gli hashtag. E poi siamo finiti a farci un viaggio indietro nel tempo, nell’era pre-social. Quella di Splinder. E andando ancora più indietro, quella di mIRC e dell’Isola di Tamburo.

Erano gli anni ‘90. Internet era lento, connettersi costava un botto di soldi. E se ti collegavi, il telefono dava occupato. Quindi si faceva soprattutto la sera tardi.

E passavi nottate intere al pc, a parlare del più e del meno con sconosciuti. Sconosciuti che, nottata dopo nottata, diventavano conoscenti, quasi-amici, amici. Certe volte pure fidanzati o mogli.

Insomma, a me e al mio amico è venuta un po’ di nostalgia di quell’internet che non c’è più.

E più o meno negli stessi giorni, la SignorinaLave scriveva sui social di avere nostalgia dei blog personali, quelli che negli anni sono scomparsi. E poi pubblicava questo post.

Così mi sono detta: Sai che c’è? Che io ho propria voglia di aprire un blog dove non vendo niente, dove non parlo di lavoro, dove scrivo solo di cose frivole. E così è nato Troppo poco intelligente.

Gli anni ‘90 ce li siamo lasciati alle spalle, chi più chi meno.

E io ho superato la fase Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo e sono subentrata in quella Ho così tante cose da dire che quasi non respiro.

Non lo so se e quanto vivrà questo blog. Io intanto l’ho aperto. E ci ho anche messo il blogroll – te lo ricordi il blogroll? Perciò se hai un blog personale, o se ci sono dei blog personali che leggi e che ti va di consigliarmi, be my guest.

8 Commenti

  1. Oddio Splinder, una ferita ancora aperta! <3
    Avevo un blog che si chiamava "Il mio angolino", ci scrivevo valanghe di fatti miei che la gente leggeva e commentava come se ci conoscessimo da una vita. Davo per scontato che nessuno dei miei conoscenti "nella vita reale" lo leggesse, invece un bel giorno è arrivata una valanga di ex compagne del liceo a controbattere un paio di post in cui avevo scritto cose velenose su di loro (scema io, perché invece di ammettere che alcuni loro atteggiamenti passati mi avessero ferito avevo indossato panni cinici e fatto battutine sceme e allora all'improvviso ero diventata anche stronza) e io mi sono vergognata tanto che l'ho chiuso di colpo.

    Anni dopo è arrivato Mix&Match, che doveva rimanere un diario frivolo della mia vita, con le mie passioni e foto carine, e nel giro di poco ha attirato l'attenzione delle aziende ed è diventato un fashion/beauty blog. Sono stati anni belli, ma il mio lavoro è sempre stato un altro e, dato che da un po' non ho più molto tempo per partecipare agli eventi e recensire prodotti, le email delle aziende sono scemate nel giro di poco; passato quell'attimo di disorientamento, mi sono sentita finalmente libera di tornare a scrivere un po' di tutto. E sono proprio contenta! 🙂

    1. Che bello! Corro a leggerti 🙂

      Che poi mi sento abbastanza in sintonia, soprattutto con l’ultima parte. Io ho aperto questo blog perché pure se ho già un blog di cose di lavoro, cominciavo a sentire il bisogno di scrivere a ruota di libera, senza pensare a calendari editoriali, lettori ideali e cose del genere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *